Conoscere se stessi è desiderio di conoscere di sé.
Ciò è possibile se nella pratica di autocomprensione siamo in compagnia sperimentando diversi punti di vista. Quando coltiviamo una pluralità di incontri diventa possibile destarsi all’anima che ci scruta, sentire la necessità di preparare un bagaglio leggero per andare verso l’ignoto, oltre il limite dell’orizzonte, verso il confine dove il visibile e il conosciuto, il mistero e il silenzio presenti in ogni persona dialogano insieme. L’esperienza che ne facciamo diviene fonte di conoscenza, sposta il confine e introduce l’anima in un mondo diverso.
Sul limitare dell’infinito della nostra mente, quando leggiamo scrutiamo gli stati d’ombra dei vissuti affettivi, sentiamo le voci che arrivano da lontano, osserviamo le presenze antiche, disveliamo il potere dell’immaginazione. Quando conosciamo noi stessi, il nostro cuore si risveglia, il suo ritmo si espande e si contrae: possiamo ascoltare l’anima che respira libera e finalmente crea la vita nuova.
Ascoltare le voci silenziose delle parole scritte è un atto fisico che invita la mente e il cuore ad aprirsi alle proprie voci interiori. E’ un momento di raccoglimento.
Scrive Antonio Prete che mentre leggiamo accade un mondo.
La lettura illumina quei segreti della mente che possono essere scoperti. Lenisce i sentimenti di tristezza e malinconia, riavvicina alla speranza, riattiva il calore del sogno e del ricordo. Profondamente, dice Prete, per via immaginale, nell’oltretempo di uno spazio interiore dove desiderio e sogno si congiungono, il possibile e l’impossibile si sfiorano, il vedere e la visione si sovrappongono.
Non è forse vero che mentre leggiamo costruiamo e manipoliamo immagini mentali? Immersi nella lettura guardiamo attraverso e oltre. La nostra mente viaggia e noi ci concediamo la libertà di abbozzare, tratteggiare, disegnare nuovi mondi. Abbiamo facoltà d’azione. Le parole scritte ci toccano delicatamente mentre andiamo da ciò che è possibile verso quella condizione della mente che fa sì che il possibile si trasformi in reale.
Leggere è un’attività tra le più nobili e formative.
Per Borges è un atto sacro, un cammino necessario dell’anima che risveglia il cuore alla vita estetica, luminosa e immediata. Di libro in libro, di pagina in pagina, la lettura fa affiorare nell’anima la bellezza che vi dimora. Platone insegna che il solo modo per comprendere il bello è aisthesis, la predisposizione a discernere e percepire attraverso i sensi l’interiorità essenziale. Il modo migliore perché la lettura abbia qualità riflessiva sta nell’ascoltare ciò che sale dal cuore che percepisce, personifica e anima ogni cosa nel mondo. E’ nel cuore, scrive Aristotele che l’anima ispirata “prende fuoco”, si accende.
L’atto della lettura è un atto creativo, libero, un’esperienza dinamica, profonda, attiva che soddisfa la sete di conoscenza, emancipa dalla realtà standardizzata e cristallizzata. Sostiene l’immaginazione, la fantasia, il desiderio. Prepara a parlare con la propria Voce e ad allinearsi con la propria Verità.
Il libro interviene ponendo il lettore davanti a se stesso in una condizione interiore ricca di forme e identità mutevoli, davanti ad un sistema complesso che la curiosità e il desiderio di conoscenza spinge ad esplorare. L’occhio che legge i segni sulla pagina supporta l’unione dell’intelletto e del cuore, del pensiero e del sentimento.
Il libro offre uno spazio di calma, di lentezza, di attesa. E’ come l’essere umano.
Un essere plurale, un’ente composto, un sistema complesso, ma nello stesso tempo, è un’unità vivente che lascia un segno nell’anima del lettore. Il libro è lo spazio/tempo per la libertà personale. Leggere è un autentico atto formativo che apre alla riflessione, alla pazienza, alla fiducia, al coraggio, alla perseveranza, alla costanza. E’ un atto educativo, un cammino in divenire fatto di profonda introspezione. Supporto benevolo alla scoperta della propria vocazione di esistere con sincerità verso di sé.
Leggere è un’azione riflessiva e una azione pratica orientata alla formazione del pensiero e alla comprensione emotiva e sentimentale. Implica uno sguardo limpido sulla propria coscienza personale, sull’esistere possibile, sull’universo che ognuno contiene in se stesso. Il libro è un luogo dove imparare a conoscersi in aspetti e qualità sempre nuovi e in modi sempre più completi.
La lettura emancipa da stati di inquietudine, tristezza, dubbio, diffidenza, solitudine attraverso un viaggio che è liberazione da malessere e imbarazzo. Dona quella libertà del pensiero che cura, nutre e trasforma profondamente. Avvicina all’essenza più autentica di ognuno, sostenendo la mente nel suo divenire calma e il cuore nel suo essere armonioso.
Leggere è conquista di un tempo salvifico in cui costruire o ricostruire senso e significato al personale esistere.
Il tempo della lettura è il tempo dell’immaginazione, della sua forza euristica che dispiega la capacità di aprire nuovi orizzonti nella realtà. Immaginare significa stare in un luogo della mente dove tracciare i segni di tutto ciò che si può fare, dove si prova e si scopre quello che si è. Dove è possibile entrare nel kairos, nel tempo opportuno che è tempo presente dove abita il bisogno umano fondamentale di conoscere se stessi e il mondo, di costruirsi un’identità forte ed integra.
Il libro è il dono del tempo propizio dove prendere possesso della propria vita diventa possibile.
Leggere supporta l’orientamento di senso per la cura di sé, per trovare risposte personali, cercare bellezza e significato, riflettere sull’esperienza vissuta. Aiuta a pensare con la propria testa.
Nei saggi di Michel Foucault leggiamo che occuparsi di sé non è una condizione momentanea ma una forma di vita, un modo di tornare a se stessi, un trovare dimora presso di sé e stabilirvisi. Dove vi sono domande e risposte personali, vi è il proprio orientamento funzionale.
Leggere è diventare soggetti della propria storia. Essere coinvolti in qualcosa che sentiamo. E’ portare alla luce cose che già sappiamo ma abbiamo dimenticato, celate nelle cavità buie e silenziose del nostro profondo. E’ arricchirsi di felicità, perché, come sostiene Borges, chi non legge si priva del diritto di essere felice.
Le parole sono un’ancora di salvezza, un momento sacro di pausa e riflessione. Sono come cuscini, scriveva James Hillman, che, quando sono disposte nel modo giusto, alleviano il dolore. Leggere contiene l’energia tutta all’interno, è un cammino che porta nel profondo, rende più audaci, temerari e perseveranti.
Chi legge può sentire l’energia interiore che spinge a diventare intrepidi.
Può sostare in ascolto del codice primigenio dell’anima, alla ricerca di verità antiche che si fanno esistenza nell’attimo del presente. L’attimo della lettura può essere un momento sacro dove le parole cospirano per far accadere nuovi pensieri. Evocare emozioni, creano nuove esperienze. Scrive Marcel Proust che la lettura insegna ad accrescere il valore della vita, valore che non abbiamo saputo apprezzare e della cui grandezza solo grazie al libro ci rendiamo conto.
I testi letterari sono grandi comunicatori. Leggere è un’opportunità di sperimentare in prima persona lo spirito dell’epoca, le condizioni sociali, la ritualità di una persona, le consuetudini di una regione, le tradizioni di un villaggio, i colori e i cibi preferiti dei personaggi, le loro nevrosi, idiosincrasie, idee, suscettibilità e convinzioni.
Henry Fielding e Walter Scott assimilano il lettore ad un viaggiatore in diligenza che deve fare il suo viaggio dentro il romanzo guardando fuori dal suo consueto punto di vista. Potremo allora scoprire che vi sono infinite realtà e che i cantieri dove vengono costruite sono le menti umane. Menti umane che hanno bisogno di leggere, di mettersi in cammino alla ricerca di idee adeguate per una vita saggia che consoli davanti alle difficoltà del vivere.
Leggere è porsi in ascolto della natura umana, della sua appartenenza alla natura, della sua complessità. Il libro guida alla conoscenza e all’accettazione della fragilità e della vulnerabilità umane. Alimenta la forza vitale che è creativa ed etica, sostiene la vita immersa nel reale, anche quello imprevedibile, doloroso, emergenziale ma sempre colmo di senso. Il libro opera in modo che il lettore impari a esaminare le proprie convinzioni, le proprie ansie nei riguardi della salute, della morte, del soprannaturale, dell’oblio, del ricordo, dell’amicizia, del rispetto, dell’amore.
Con i libri si può dialogare. Li si può interrogare.
Ogni lettore può porre domande. Domande che sgorgano dal cuore, domande intime, piene di sentimenti, domande meditative, perlustrative, vive. Domande che fluiscono dall’intelligenza, fonte di curiosità, di vivo piacere e di straordinaria vitalità.
La lettura ha senso quando si fa amicizia con il libro. E’ possibile allora che l’autore, i personaggi, i paesaggi, le atmosfere conducano il lettore verso un’affascinante meditazione creativa su di sé. La lettura di autori scelti, rifletteva Seneca, alimenta l’ingegno, lo ristora, investe profondamente l’interiorità del lettore. Ogni libro reca, nascosto tra le pieghe delle pagine, modi del pensare, ricordi, esperienze di apprendimento di ognuno.
Il libro è un farmaco fondamentale, tonifica la mente, combatte la tristezza e l’ansia, esercita un’azione stimolante sul sistema nervoso, risveglia la memoria, l’apprendimento, l’attenzione. Il libro non è sostituibile. E’ uno strumento di cura e oggetto di piacere. Salva lo spirito e la vita, è un ottimo nutrimento per il cervello, che, come il cuore, ha bisogno di molte attenzioni e cure poiché entrambi sono le terre dove cercare e trovare le domande di senso, quelle essenziali, vitali, significative che rendono possibile la trasformazione di sé.
Il libro nutre e conforta. Regala luce, accende una comunicazione personale con il lettore, consola dalle pene d’amore, dal senso di ingiustizia, aiuta a superare i conflitti tra le aspirazioni personali e la realtà. Sveglia, turba, costringe all’ascolto di sé, libera dal non sapere, crea le condizioni nelle quali l’individuo umano può valutare in modo fluido e mutevole le proprie esperienze e venire a conoscenza delle proprie linee direttive interiori. Permette di sentirsi esistere dentro sé, indica la buona via per riscoprire i talenti personali, riconoscere le proprie capacità di espandere costantemente l’orizzonte, di provocare cambi di direzione verso territori della vita più chiari e intelligenti.
Leggere è un’arte per seminare idee e coltivare bellezza.
E’ un’esperienza estetica che libera il lettore dal conformismo dilagante, dagli stereotipi e dalla competizione più cinica. Suggerisce di sbarazzarsi del solito modo di vedere le cose e di prender parte alla realizzazione di ciò che davvero vive in ogni persona. Leggere è piacere e godimento. Partecipare alla narrazione è un atto di connessione magica. Chi legge viene trasportato immediatamente Muove il primo passo per avere certezza di sé.
Il libro è magia che trasforma.